Buona la prima. Nel 58ª ISPS Handa World Cup of Golf, sul percorso del Kingston Heath GC (par 72) a Melbourne, in Australia l’Italia di Francesco Molinari e Matteo Manassero (nella foto) è partita con il piede giusto e dopo le prime 18 buche si trova in quinta posizione con 71 colpi (-1). Nella prima delle due sessioni foursomes, a cui si alterneranno altre due fourballs, in una giornata dove il vento ha reso ancora più ostico il tracciato (solo sei team sono scesi sotto par), si sono portate subito alla ribalta quasi tutte le formazioni più forti, tra le 28 in gara. Al comando con 69 colpi (-3) c’è la Spagna di Rafael Cabrera Bello/Jon Rahm, tallonata con 70 (-2) da Stati Uniti (Rickie Fowler/Jimmy Walker), Cina (Ashun Wu/Haotong Li) e Francia (Victor Dubuisson/Romain Langasque), mentre l’Italia è affiancata dall’Inghilterra (Chris Wood/Andy Sullivan), che ha avuto come compagna di gioco. Al settimo posto con il 72 del par l’Irlanda (Graeme McDowell/Shane Lowry), la Svezia (Alex Noren/David Lingmerth) e la Danimarca (Soren Kjeldsen/Thorbjorn Olesen).

Ha avuto qualche problema l’Australia (Adam Scott/Marc Leishman), solo 14ª con 74 (+2), ma i campioni uscenti, che hanno dovuto rinunciare all’apporto di Jason Day, numero uno mondiale, fermo per infortunio e sostituito da Leishman, hanno spazio per recuperare i cinque colpi di ritardo, così come la Corea (Byeong Hun An/K.T. Kim), stesso punteggio. Tra le favorite sono le squadre più attardate, ma nel vento non si sono trovate a loro agio nemmeno il Belgio (Thomas Pieters/Nicolas Colsaerts), il Giappone (Hideki Matsuyama/Ryo Iskikawa) e la Thailandia (Thongchai Jaidee/Kiradech Aphibarnrat), decime con 73 (+1).

Francesco Molinari, alla settima presenza consecutiva nel torneo che ha vinto nel 2009 insieme al fratello Edoardo, ha mostrato un buon affiatamento con Matteo Manassero. Gli azzurri hanno tenuto un bel ritmo in 17 delle 18 buche con quattro birdie, ma hanno pagato a caro prezzo una sola sbavatura sotto forma di un “8” alla buca 12, par cinque, perdendo tutti insieme tre colpi. In quel momento l’Italia, con “meno 3”, era in vetta alla pari con i francesi.

 

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