Il profumo dei fairways, mai così belli e tenuti alla perfezione, con l’aggiunta del magico suono della pallina sognato a lungo in quarantena.
Per alcuni questo lunedì 4 maggio è stato un po’ come rivivere l’emozione del primo bacio. Per altri, invece, un “pronti via” con l’imprevisto shank arrivato già in serata, perché dall’annuncio al ritorno alla normale attività, con tanto di “apertura straordinaria” avvenuta in effetti lunedì, il Golf Club Mare di Roma ha già dovuto fermare tutto “per sopravvenute comunicazioni delle autorità preposte”.
Veneto e Friuli Venezia Giulia, invece, ma anche il Golf di Rimini Verucchio, non hanno intenzione di fermarsi dopo aver già ripreso a giocare senza intoppi, seguendo alla lettera con la massima attenzione tutte le indicazioni del protocollo inviato dalla Federazione.

A Roma, però, la linea è quella di continuare ad attenersi alle decisioni del Governo, aspetto questo che nella mattinata di martedì potrebbe essere riconfermato con un comunicato stampa, dopo la consulta che si è tenuta oggi.
Insomma, la Federgolf è contraria a riprendere senza il DPCM, invece i circoli dove la Regione ha dato il suo via libera se ne guardano bene dal rinunciare a mandare in campo i propri soci e abbonati.

Questione di sopravvivenza per molti, non si può certo parlare di “secessione”, anche perché di aiuti concreti fino adesso, dovendo pagare stipendi e fornitori, dalla Federgolf sono arrivati di ritorno solo pochi “spiccioli” relativi al costo dell’affiliazione.

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