Golfando ha pubblicato qualcosa di molto comune tra i golfisti: le cinque situazioni che, secondo James Broadhurst della rivista National Club Polfer, fanno perdere letteralmente la testa. Il blog di Sauro Legramandi vi invita a scrivere le vostre “debolezze”

Anche i golfisti, nel loro piccolo, s’incazzano. Succede per una flappa, per una ics sullo score o per la pallina che sborda. Qualcuno mantiene la calma e si tiene tutto dentro, qualcun altro sbotta e comincia a santiare per dirla alla siciliana. Ma cosa fa perdere i nervi maggiormente a un giocatore di golf? Tante, tantissime cose. James Broadhurst , della rivista National Club Golfer, si è guardato dentro e ha messo nero su bianco le cinque situazioni che gli fanno perdere letteralmente la testa. Io ne avrei anche altre e voi?

5. Cercare la pallina per più di cinque minuti – Un draw dal tee shot e la pallina di un tuo amico finisce dove non dovrebbe andare mai. Tu e i tuoi compagni vi prestate per cercarla ma tu sai subito che è persa e persa resterà. Il giocatore invece insiste e si intestardisce. Passano i minuti, calano le chances di trovarla e sale il nervosismo per la pallina persa, la penalità e il terzo colpo (suo).

4. Il giocatore che si muove mentre ti addressi – Alzi la mano chi non è stato distratto dal movimento di un compagno di team mentre stavi per colpire la pallina: lui ha una (comprensibile?) gran fretta di trovare la sua pallina e preparare il colpo ma tu la pallina l’hai già trovata e il colpo lo stai facendo. Comunque il movimento è a suo rischio e pericolo: se il tiro parte male…

CI SONO ALTRE SITUAZIONI CHE TI FANNO ARRABBIARE? SCRIVILpallina genericaE

3. La maleducazione sul green – Dopo aver trovato la pallina in tempo e averla colpita bene nonostante il compagno “in movimento”, si arriva sul tanto agognato green. Qui accade di tutto: qualcuno studia con te la linea del putt standoti attaccato, qualcun altro lo fa standoti davanti. Quindi distraendoti. Qualcuno gioca con l’asta della bandiera ma soprattutto qualcuno calpesta la linea del putt. “Non l’ho fatto apposta” la più classica delle scuse. “Non l’avrai fatto apposta ma hai cambiato le condizioni di gioco” pensi tu in un principio di crisi di nervi.

2. Una routine infinita – Ogni colpo ha la sua preparazione, ognuno si prende il tempo necessario. Esatto: quel necessario non è quantificabile. C’è chi prova tre-quatto-cinque volte il colpo, simulando traiettoria improbabili. E tu lì ad attendere il tuo turno, maledicendo magari la cortesia di aver fatto giocare prima di te nonostante lo score…

1 . I pitchmark, questi segni intoccabili – Un vizio atavico quello di non riparare i divots delle nostre palline magari scagliate cento metri prima. Troppo fatica/pigrizia cercare il punto del rimbalzo, chinarsi e sistemarlo. Certo, molto più facile inveire se la traiettoria del nostro putt verrà falsata dalle condizioni del green.

http://golfando.tgcom24.it/2016/03/23/le-cinque-cattive-abitudini-che-ti-fanno-arrabbiare-in-campo-scrivi-la-tua/

 

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