Nel circuito di “Golf Television Championship” in palio anche una delle marche di whisky più pregiate e famose al mondo

Dopo Anesa (96 bottiglie di birra), Bagutta (pullover e camicia sartoriale), Gorreri (borsa in coccodrillo), Golfballs24.com (80 palline da golf), ecco il quinto premio per il “nearest to the pin” del circuito “Golf Television Championship”: una bottiglia di whisky Glenlivet. In ognuna delle cinque tappe (Franciacorta, Rossera, La Colombera, I Colli di Bergamo, Albenza), i partecipanti potranno vincere questi favolosi premi e brindare, perché no, con una delle marche di whisky più pregiate e famose al mondo.

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E allora proviamo a conosce questo whisky che è un po’ la passione di molto intenditori. La Glenlivet opera con 14 alambicchi, sette per la prima distillazione e sette per la seconda, l’acqua utilizzata proviene dal ruscello Josie’s Well e l’orzo viene selezionato dalle coltivazioni del Banffshire. Nel processo di essiccazione non viene usata torba e per la fermentazione la distilleria utilizza ancora oggi tini di legno al posto di quelli di acciaio inox. Per la distillazione si usano alambicchi che hanno la forma e la dimensione originale progettata da George Smith più di 150 anni fa.

La presenza di Glenlivet in Italia la si deve a due fratelli di Roma amanti del whisky o whiskey (per irlandesi e americani), una passione nata nel 2004 durante un loro viaggio nella verde Irlanda e un incrocio “quasi” fortuito con la distilleria della Jameson: una visita, una degustazione ed è scattato qualcosa. Il vedere com’è prodotto questo distillato, per la maggior parte con metodi tradizionali e prodotti assolutamente naturali, il conoscerne la storia e scoprirne i metodi di produzione, sono stati quasi un’illuminazione.

Si narra che re Giorgio V, nella sua visita ufficiale in Scozia del 1822, chiese un assaggio di Glenlivet, un fatto curioso e scioccante allo stesso tempo: un monarca che chiede di assaggiare un whisky illegale a qui tempi, ma che da l’idea di quanto fosse famoso il Glenlivet già all’inizio dell’Ottocento. Nel 1824 George Smith ottenne la licenza per la produzione di whisky e la sua distilleria fu la prima a uscire dall’illegalità e per di più in una zona dedita al contrabbando, cosa questa che gli procurò un gran bel numero di nemici.

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Gli anni passano e la Glenlivet, grazie al suo ottimo prodotto, aumenta le proprie vendite e l’azienda inizia a espandersi; nel 1871 la distilleria era già in grado di produrre ben 18.000 litri di whisky la settimana, ma ben presto John Gordon Smith (figlio di George) dovette affrontare una nuova sfida, la concorrenza. Il nome Glenlivet, diventato il single malt whisky più famoso dello Speyside, veniva usato anche da altri distillatori e dopo anni di battaglie legali, John vinse la “guerra” ottenendo il diritto di essere l’unico a poter chiamare il proprio whisky “The Glenlivet”.

Nel 1933, quando finisce il proibizionismo negli Stati Uniti, la Glenlivet è l’azienda meglio attrezzata per venire incontro alla crescente richiesta statunitense; nel 1950 il Glenlivet è famosissimo e occupa il 50% di tutto il mercato dei single malt venduti negli Stati Uniti e il famoso attore Robert Taylor scrive alla distilleria per procurarsi una cassa di The Glenlivet per il set di Quo Vadis, lo storico film di Hollywood del regista Mervyn LeRoy.

Oggi, dopo quasi 200 anni di storia, il Glenlivet è il secondo Single Malt più venduto al mondo dietro al solo Glenfiddich, ma gli intenditori dicono che la battaglia è appena iniziata.

Per sapere di più su Glenlivet clicca su questo link:

http://www.whiskyitaly.it/it/distillerie/scozia/speyside/glenlivet

 

 

 

 

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