Meglio tardi che mai. A poche ore da quella che sarà la decisione degli inglesi dell’European Tour, se concedere una proroga fino a fine mese per la presentazione delle previste garanzie statali, oppure nemmeno un giorno di più oltre il termine originale fissato per il 13 febbraio (lunedì prossimo), Chimenti e Montali le cantano meglio di Sanremo.

“Non rinuncio – ha detto Chimenti –  a quello che ci siamo guadagnati superando candidature forti come quelle di Austria, Germania e soprattutto Spagna. Abbiamo chiesto la fideiussione del Governo, perché voluta dal Board della Ryder Cup Europe come fondo di garanzia, ma la Federazione non ha bisogno di quei soldi, essendo in grado di sopperire tranquillamente e andare avanti con le proprie forze. Abbiamo sempre lavorato con onestà e trasparenza e posso garantire che non ci saranno sperperi nell’organizzazione. Non posso però accettare questo attacco frontale, inammissibile e ingiusto – ha continuato il Presidente della Federgolf Chimenti, nel corso della conferenza stampa indetta meno di 24 ore prima – Porteremo avanti il Progetto Ryder Cup 2022, un evento irrinunciabile non solo per il golf, ma anche per tutto lo sport italiano”.

A quel punto Gian Paolo Montali, Direttore Generale del Progetto Ryder Cup 2022, ha “intonato” i numeri e le cifre, evidenziando il grande ritorno economico per il Paese pari a circa 513,4 milioni di euro, mentre Chimenti aggiungeva che “stiamo per firmare un accordo con l’advisor Infront per 41 milioni di euro e che il resto arriverà per altre vie”.

“Il Progetto – ha poi sottolineato ancora Montaliha una duplice valenza: sportiva ed economica ed assicura un forte impatto sociale con la creazione di migliaia di posti di lavoro e la difesa di tutte le figure professionali che operano nelle 413 strutture golfistiche italiane. Tutti gli eventi e i format legati alla Ryder Cup 2022 offriranno infatti opportunità di impiego per i giovani. L’effetto Ryder Cup ha già prodotto una crescita del turismo golfistico nel Paese con un aumento di circa il 20% dei green fee da giocatori stranieri. Per quanto riguarda il ritorno economico per il Paese, KPMG Advisory ha elaborato una stima degli impatti diretti ed indiretti derivanti dall’organizzazione della Ryder Cup 2022 e degli eventi connessi nel periodo 2016-2027. Tale stima, che ammonta complessivamente a circa 513,4 milioni di euro, risulta così suddivisa: 277,4 per impatti diretti legati all’incremento della domanda interna, conseguente agli investimenti necessari per l’adeguamento delle infrastrutture, ai consumi dei soggetti coinvolti e alle spese di gestione dell’evento Ryder Cup e di tutte le manifestazioni collegate. Si stimano poi 236 milioni circa per impatti indiretti, di cui circa 126,1 derivanti dall’aumento della domanda interna, circa 83,9 per incremento del gettito fiscale e circa 26 milioni di nuove entrate fiscali direttamente trattenute a titolo di imposta sui montepremi dei tornei. Sotto l’aspetto agonistico , infatti, ci saranno grandi tornei internazionali nei prossimi dodici anni che coinvolgeranno tutto il territorio nazionale con 37 eventi principali: 12 Open d’Italia, 12 Open Senior Tour e 13 tornei del Challenge Tour e circa 60 gare del circuito internazionale Alps Tour per un totale di circa 97 manifestazioni sportive internazionali”.

Adesso la palla, pardon la pallina, passa nelle mani degli inglesi dell’European Tour, che lunedì dovranno dire se a Roma avranno ancora qualche giorno per correre ai ripari oppure salutare del tutto la Ryder Cup 2022.

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